domenica 27 luglio 2014

Ecuba la schiava di Ulisse

Ecuba ebbe da Priamo diciannove figli, che vide quasi tutti morire tragicamente. Dopo la caduta di Troia divenne schiava di Ulisse. Giunta in Tracia venne a sapere che il re Polinestore le aveva ucciso il figlio Polidoro e, impazzita dal dolore, entrò nella tenda dell'omicida e lo accecò. Ma mentre infieriva selvaggiamente sul suo nemico venne trasformata in cagna. Ecuba Secondo Euripide


domenica 4 maggio 2014

Echinadi le Naiadi distratte

Le Echinadi erano cinque naiadi che, per loro sventura, dimenticarono di invitare Acheloo, il mutaforma figlio di Oceano e Teti, alle loro danze festive.
Il dio del fiume la prese male e provocò una violenta inondazione che distrusse valli e boschi travolgendo il luogo della festa e mettendone in fuga tutte le altre divinità partecipanti.
Le cinque Echinadi vennero trascinate dalla violenza delle acque sino al mare, scomparendo nelle sue profondità.
Ma Posidone, impietosito dalla loro tragica fine mutò le cinque naiadi in isole dalla quiete rasserenante e lieta, ridonando loro una nuova e infinita esistenza.
L'Arcipelago delle Echinadi



martedì 4 marzo 2014

Echidna, la Madre di Tutti i Mostri

Essere metà donna e metà serpente, praticamente una donna tutta d'un pezzo (Sto scherzando!) Echidna sarebbe nientemeno che la madre di Cerbero, della Chimera, dell'Idra di Lerna, della Sfinge, del Leone Nemeo, di Orto e di Scilla. Praticamente, Echidna sarebbe stata la causa di tutte le peggiori catastrofi dell'era antica. Per saperne di più>>>


giovedì 20 febbraio 2014

Echémo che si beccò il Peloponneso

Illo, figlio di Ercole, aveva con i suoi occupato il Peloponneso, ma ad Echémo, re dell'Arcadia, non è che la cosa stesse benissimo.
I due, essendo galantuomini, decisero di sfidarsi a duello: i successori del vinto avrebbero rinunciato per 50 anni ogni pretesa sulla regione Egea.
Illo ebbe la peggio e gli Eraclidi si ritirarono mantendo il patto. Gli Eraclidi



domenica 16 febbraio 2014

I Mostruosi Ecatonchiri

Ecatonchiri era il soprannome dei mostruosi Cotto, Gia e Briareo. I mostri dalle cento mani, da cui il soprannome, aiutarono Zeus nella furiosa guerra contro i Titani i quali, una volta sconfitti, vennero rinchiusi in speciali prigioni di bronzo sorvegliate dalle tre possenti e mostruose creature. Vuoi saperne di più?


domenica 19 gennaio 2014

Ecate la mostruosa trinità

Strana creatura questa Ecate. Figlia del Titano Perse e di Asteria, viene rappresentata con tre teste e talvolta anche con tre corpi. Come una mostruosa trinità pagana racchiude in se le doti di Artemide, Persefone e Demetra. Decisamente una dea lunare, notturna, dea dei trivi e delle streghe per la potenza dei suoi sortilegi.
Conosci meglio la dea


martedì 14 gennaio 2014

Prometeo in chain

Quando Zeus spodestò il famelico padre Saturno dal trono divino non ebbe vita facile. Non aveva nemmeno finito la cerimonia di incoronazione che subito dovette affrontare la Rivolta dei Titani, repressa con un certo sforzo. Tra questi non c'era il bel e generoso Prometeo che sì era tirato fuori, e non certo perché non odiasse il dispotico Zeus, ma perché, grazie al suo dono di preveder gli eventi, aveva già visto come sarebbe andata a finire.

Il titanico Prometeo era un idealista, non piaceva la vita misera e difficile che conducevano gli uomini; vivere in buie spelonche, lottando ogni giorno per il cibo con sassi e bastoni, vestire di pelli e pezzi di corteccia. Prometeo amava l'umanità e decise di insegnar alle genti un pizzico di segreti che li avrebbe fatti star meglio. C'è da dire che, grazie alla sua preveggenza, Prometeo sapeva che Zeus si sarebbe incazzato di brutto, ma non badò all'istinto e continuò nel suo piano.

Prometeo si recò nella fucina di Vulcano, o Efesto se preferisci, con una bella bottiglia di Nerello Mascalese che il dio dei metalli non seppe rifiutare, piantando all'istante la produzione di folgori e concedendosi quei pochi minuti di riposo.

Ora, puoi essere anche un dio, ma bere un vino etneo come aperitivo a fine giornata non è proprio una bella idea; Vulcano si appisolò di botto e Prometeo ne approfittò per portar via un tizzone incandescente dal fuoco sacro delle fonderie divine.

Fu così che il Titano portò agli uomini il segreto del fuoco e dell'arrosto. Le genti abbandonarono le buie grotte e impararono a forgiar metalli, a cuocere i mattoni a leggere prima di addormentarsi ed altre cosine di questo genere che li resero molto felici. Meno felice fu Zeus che vide l'orgoglio degli uomini gonfiarsi a dismisura; ma ormai il danno era fatto.

Prometeo non poteva passarla liscia. Su ordine di Zeus, il titano venne legato con pesanti catene sulle pendici del Monte Caucaso dove, ogni giorno, una famelica aquila veniva a pasteggiare con il suo fegato il quale, ogni sera, ricresceva per consentire il ripetersi di quel supplizio quotidiano.

Il supplizio di Prometeo durò trent'anni, poi finalmente arrivò Ercole che lo liberò e lo fece perdonare. Secondo altre fonti però, il titano venne perdonato da Zeus perché gli evitò di sposare Teti che gli avrebbe generato un figlio più forte di lui. Approfondimento


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